“Mettiti nei TUOI panni” e apri un bel blog!

Come (spero) ben spiegato dal sottotitolo di questo blog “non solo Psicologia della moda”, qui non si argomenta solo di abiti, accessori e tendenze (letti comunque e sempre in chiave psicologica e MAI “modaiola”) ma si cerca di affrontare il tema ben più vasto della libera espressione di sé soprattutto attraverso la maieutica creativa, ovvero attraverso quel processo che portandoci a  “partorire” creazioni personali ci permette di raggiungere una maggiore consapevolezza di noi.

Allora come non occuparsi della scrittura di un blog?

Mi riguarda personalmente, visto che mi sono lanciata in questa avventura un po’ di anni or sono, prima con un blog personale in tema mammesco (sconfinato in tutto ciò che mi interessava scrivere, finanche, come le definisco io, le cazzabubbole) passando poi ad un neonato blog in Wordpress per creare una allure più professionale ed “elegante” a questi  nuovi contenuti.

Ma non solo.
Sono tornata molto carica da una serata in compagnia dei blogger della community facebook di #adotta1blogger. Anzi le blogger! Visto che il 70% della community è declinato al rosa.

logo quadrato

In occasione della settimana della #rosadigitale, che si è svolta in tutta Italia dal 7 al 13 marzo contro il divario di genere in ambito tecnologico e informatico, la community suddetta ha organizzato il proprio “petalo rosa” a Torino per parlare del Blog come strumento di comunicazione.

Come recita il testo dell’evento FB:

“Il blog è uno strumento tecnologico a supporto del lavoro o di una passione. Ma attraverso il blog si manifestano anche potenzialità, difficoltà, opportunità per creare relazioni, condividere interessi, conciliare i tempi lavoro-famiglia, superare il divario di genere.”

La serata inizia con la presentazione di questa community che fa della condivisione della conoscenza la sua bandiera e di alcune blogger attive e riconosciute all’interno del gruppo e della blogosfera.

Ciascuna di loro ha portato la propria esperienza e raccontato gli esordi della propria attività narrativa digitale, le motivazioni e le riflessioni su quanto prodotto.

Il fil rouge che unisce tutti questi interventi e dal quale io stessa mi sento avvolta in quanto blogger, è che questa attività di scrittura, che sia in forma autobiografica, professionale o creativa, nasce dalla voglia di mettersi in gioco, di “vedere cosa succede“.

Quando poi il blog si apre alla rete allora diventa anche un percorso di crescita personale: obbliga a formarsi, a leggere, ad aggiornarsi, a creare contatti, a mantenere vive le collaborazioni, ad apprendere nuove tecnologie.

Indubbiamente scrivere un blog aiuta a perfezionarsi, sotto diversi aspetti.

Chi scrive di sé è costretto ad uno sforzo di rilettura della propria quotidianità che lo porta a trasformare in straordinaria la più normale consuetudine, perché come spiega Bruner (in “La ricerca del significato”Torino, Bollati Boringhieri): “affinché l’avvenimento più comune diventi un’avventura è necessario e sufficiente che ci si metta a raccontarlo.”
E la propria storia passata, attraverso la narrazione, viene interpretata, riscritta, assimilata affinché restituisca riflessioni e significati prima sfuggenti, infatti “la narrazione può anche insegnare, conservare il ricordo o modificare il passato” (ibidem)

Scrivere un blog è un esercizio di ricerca che crea nuove connessioni (relazionali ma anche sinaptiche!) o come direbbe più poeticamente un biscotto della fortuna:

Cercando le parole si trovano i pensieri.

Chi scrive invece delle proprie passioni o sulla professione inevitabilmente è stimolato ad approfondire la materia e nel confronto con gli altri a trovare nuove prospettive attraverso cui osservare.
Nascono idee. E proliferano.
Come sottolineato dalla madrina della community, Paola Chiesa, con la famosa frase di B. Shaw:

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

La serata si conclude tra pizzette, pop-corn, strette di mano, selfie di gruppo e forse nuove idee che si incontrano.

Ma resta appeso nell’aria un grande punto interrogativo, un insoluto mistero:

question-mark-1019820_960_720perché nessuno commenta i post?

 

Chi adduce la colpa alla usability delle piattaforme, chi prova a giustificare la reticenza con la preoccupazione di disturbare in casa altrui (una sorta di “sabaudite” collettiva che si estende ben oltre Torino! 🙂 )

Tutto vero, ma io aggiungerei anche che i fruitori dei blog, siano comunque e soprattutto gli scrittori di altri blog. Per aumentare i commenti forse per primi dovremmo metterci in gioco.

Mi sbaglio?

Allora scatenatevi qui sotto!!!! 😉

About v@l

Non ho sogni nel cassetto...perché morirebbero di tristezza. Nel cassetto ci tengo la memoria di quel che sono. I sogni son fuori, liberi.

7 commenti

  1. Ma che bel report della serata! Grazie infinite 🙂

  2. Grazie mille Valeria! Felici che l’evento abbia costituito l’occasione per nuovi spunti interessanti così ben descritti. A presto, allora!

  3. Ho partecipato inizialmente con curiosità a questo primo incontro. L’intetesse è aumentato di mano in mano che gli interventi entravano nello specifico.
    Non sono un blogger (per ora) ma l’idea di poter parlare di ciò che mi appassiona e poterlo collegare alla passione di altre persone mi sembra un ottimo punto di partenza.
    Quando alla fine degli interventi è stato chiesto se c’erano domande mi si è creata quella che io chiamo una ‘bella nebbia mentale” e non sono riuscita a formulare niente. Ripensandoci nei giorni successivi ho immaginato che fosse lo stesso meccanismo che accade per i commenti ai blog, certo in quest’ultimo caso non ci sono restrizioni di tempo per commentare, ma la ripresa di post troppo datati porta forse ad allontanare l’interesse del blogger stesso che nel frattempo ha “prodotto” nuove idee.
    Inoltre pensavo che le risposte dovrebbero essere indotte dai blogger stessi: le informazioni vengono condivise, ma se siamo curiosi di ciò che pensano gli altri, nel bene e nel male, metterei domande dirette….o per lo meno mi sembra un’idea da provare.
    Grazie per creare opportunità di scambio! 🙂
    Buona settimana

    • Sì, mi sembrano degli ottimi suggerimenti, Fiorella! Grazie mille!
      …però cosa aspetti tu ad aprire il tuo blog?
      Forza buttati!!! 😉 e fammi sapere dove scrivi e di cosa,
      ciao e buona settimana a te

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