Cos’è il personal coaching?

A proposito di mode…

anche una strategia per la crescita personale, come il coaching, può vivere punte di tendenza, come sta succedendo in effetti in questa ultima decade, soprattutto in Italia.

Il pensiero su cui si basa il coaching, ha origini molto antiche e affonda i suoi fondamenti nell’arte della maieutica, ovvero il metodo socratico che mette in grado un allievo, attraverso il dialogo, di raggiungere una progressiva consapevolezza della verità che è dentro di lui (lo stesso spirito che si nasconde anche in “mettiti nei TUOI panni”!)

Molti anni dopo, negli anni ’70, un professore di Harvard, nonché allenatore professionista (coach è infatti un termine sportivo) scrive un libro, il cui punto centrale è riassumibile nel concetto che la performance (di un atleta) è ottimale, quando vengono ridotte al minimo le resistenze interne e sviluppata al massimo la fiducia nella propria capacità di apprendere dall’esperienza.

Vent’anni dopo, un ex pilota sportivo, Whitmore, prende spunto dall’opera di Gallwey, per definire un modello dedicato al settore del business e incentrato sull’idea di liberare le potenzialità di una persona, aiutandola ad apprendere, piuttosto che semplicemente impartendole degli insegnamenti (ma guarda un po’ quanta somiglianza con “un vecchio mio amico”, il pensiero pedagogico Montessoriano!)

Infine a cavallo con l’inizio del nuovo millennio è la psicologia ad interessarsi al coaching e ad arricchirlo soprattutto dal punto di vista teorico. Martin Seligman, padre della psicologia positiva, rovescia completamente l’ottica che vede lo psicologo impegnato soprattutto con il malessere e la patologia, puntando l’attenzione invece sul benessere dell’individuo e sugli aspetti positivi dell’esistenza umana.

Oggi il coaching è quindi un metodo complesso, che risente dell’influenza di diverse discipline: neuroscienze, business management, psicologia, sport e viene sfruttato in diversi settori, da cui hanno origine le innumerevoli diciture: healt coaching, life coaching, business coaching, parent coaching, executive coaching, style coaching…a cui si accompagnano “leggere sfumature” di significato, che possono essere inglobate nel

personal Coaching, ovvero un percorso (individuale o di gruppo) orientato a liberare e a far emergere le risorse personali per ottenere un determinato obiettivo in ambito personale (ad esempio: migliorare la propria comunicazione verso i membri della famiglia, ) o professionale (ad esempio: gestire in modo ottimale tempistiche e priorità lavorative).

Al di là però dell’effetto “tutti pazzi per” tipico di un fenomeno in voga, che può in certi casi spingere ad un uso un po’ improprio dello strumento, il coaching altro non è che una strategia di formazione, che mira a sostenere il cambiamento desiderato da un individuo, sfruttando le sue abilità e competenze per raggiungere l’obiettivo, a patto però che il coach abbia ben chiari in mente quali sono i confini da NON oltrepassare e per NON sconfinare in terreni di terapeutica competenza, deve avere gli strumenti per SAPERLI RICONOSCERE.

Mettiti nei TUOI panni si nutre quindi di questo approccio teorico e metodologico per poter mettere a segno soprattutto la libera espressione di sé, anche attraverso l’abito, che si fa metafora tangibile delle peculiarità ineguagliabili della nostra identità.

About v@l

Non ho sogni nel cassetto...perché morirebbero di tristezza. Nel cassetto ci tengo la memoria di quel che sono. I sogni son fuori, liberi.

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