Cos’è la psicologia della moda?

Psicologia e moda sono due termini che forse raramente hai sentito abbinati.

La psicologia è spesso vittima dello stereotipo cinematografico che la vede impegnata con le deviazioni più patologiche di un paziente sempre disteso sul lettino a fianco di un terapeuta dalle sembianze di un vecchio saggio occhialuto e barbuto che prende appunti sul suo blocco note.

La moda anche essa vittima di un pregiudizio che la vuole argomento appannaggio solo della frivolezza e leggerezza.

Ma occorre andare OLTRE.

La psicologia è innanzitutto PREVENZIONE per il BENESSERE dell’individuo.
In questo senso essa si dà la forma di intervento formativo e informativo, al fine di fornire alla persona gli strumenti per:

  • esplorare l’universo che risiede dentro, riconoscendo peculiarità, attitudini e capacità che ci caratterizzano unicamente;
  • decifrare stimoli e opportunitàma anche influenze e trappole comunicative che il mondo nel quale siamo immersi ci presenta;
  • gestire consapevolmente interazioni, relazioni e comunicazione verso l’esterno;
  • riconoscere i propri vissuti emozionali e gestirli positivamente;
  • imparare che la modifica di un nostro comportamento o atteggiamento si può riflettere costruttivamente nell’idea che abbiamo di noi stessi.

Ma anche la moda è un fenomeno molto più complesso e che offre più letture rispetto a ciò che emerge in superficie. Se solo pensiamo al giro d’affari che essa smuove da secoli nel mondo, è palese che deve esserci sotto dell’altro.

E’ evidente che essa, qui intesa nel suo significato ampio che riguarda le relazioni tra abiti, immagine corporea e significato sociale, ha una forte valenza comunicativa e di strutturazione della società.

Tralasciando allora la variabile economica (che mi annoia tantissimo!) vedremo che sotto i vestiti (ma anche dietro agli accessori) si celano spinte propulsive che hanno a che fare con gli istinti primordiali umani, ma anche con l’immagine che abbiamo di noi e che vogliamo comunicare.

Ma soprattutto la moda esprime tutta la sua complessità nell’eterna lotta tra poli opposti che si agita nel suo esistere, in questo senso la moda è la contrapposizione infinita di spinte uguali e contrarie, è la CONTRADDIZIONE che diventa ABITO.

Strano, vero?

Eppure la moda è:

  • cambiamento versus tradizione, ricerca instancabile del NUOVO, ma immutabilità statica in alcuni ambiti inviolabili;
  • pudore versus erotismo, mi copro perché ho vergogna, ma intanto svelo il mio corpo o parti di esso per ATTRARRE, sedurre;
  • individualismo versus conformismo, emergere dalla massa per distinguersi, ma non oltrepassando i terribili limiti delle regole sociali, invisibili, ma ben presenti a tutti;
  • classi superiori versus classi inferiori, la moda cambia in continuazione anche per protrarre in eterno il gioco dell’emulazione che dal “basso” della società si rivolge verso l’élite;
  • politica conservatrice versus politica riformista. Sì moda e politica vanno a braccetto, si influenzano reciprocamente, le spinte di una si specchiano nell’altra.
  • spreco versus crisi. Moda consumistica o re-fashion? Pronto moda stagionale o vintage?
  • industria versus artigianato. La nascita di un’industria tessile e di confezionamento degli abiti ha agevolato la diffusione di una moda dal carattere frenetico in continuo rinnovamento, ma opposta a questa tendenza c’è una vocazione slow di natura artigianale incline a tempi lunghi di realizzazione e che arricchisce l’abito di maggiore solidità nel tempo.

La psicologia allora si fa sociale per aiutare a districare le contraddizioni della moda e a decifrarne i significati e si fa counselling per offrire all’individuo l’opportunità di sfruttare la lettura di un fenomeno così dominante, per adeguarlo al meglio a se stessi, ai propri obiettivi, al proprio contesto.

La psicologia della moda offre gli strumenti per mettersi nei PROPRI panni e sentirsi finalmente a proprio agio.

About v@l

Non ho sogni nel cassetto...perché morirebbero di tristezza. Nel cassetto ci tengo la memoria di quel che sono. I sogni son fuori, liberi.

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